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La soluzione “dieci per cento” di Ken il rosso 22 Febbraio, 2007

Posted by ihomes in Efficienza energetica.
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kenKen Livingstone, sindaco di Londra, non fa troppi discorsi. Si vanta di scaricare il WC il meno possibile per conservare acqua, pratica che incoraggia i suoi concittadini a seguire.

Ha anche deciso che per ottenere un permesso a costruire nella città di Londra, è necessario dimostrare che l’edificio è in grado di generare localmente almeno il 10% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili. Niente rinnovabili? Sorry, niente permesso.

Piccolo inciso sul fattore di scala. Non parliamo di dieci villette a schiera costruite dalla cooperativa edilizia. Il prezzo dei terreni a Londra è talmente astronomico che l’unica via praticabile consiste nel costruire un bel grattacielo da 70 piani e riempirlo di uffici che vengono poi affittati a canoni altrettanto astronomici. Quindi parliamo di sceicchi, perlomeno, altro che coop.

Le parole chiave qui sono localmente e 10%. Quindi non si può, ad esempio, cavarsela acquistando energia elettrica da un parco eolico in Scozia e dire “ecco il nostro 10%”. Nossignore, localmente.

Molte tecnologie si rivelano poco pratiche se applicate nel centro di Londra. Ad esempio, non è pensabile di rifornire un grattacielo della City con qualche centinaio di tonnellate di cippato. Come ce lo portano, in elicottero? Oppure radono al suolo Hyde Park per ottenere la massa legnosa necessaria?

Inoltre, l’Inghilterra non è esattamente l’Andalusia, e i tempi di payback di un impianto fotovoltaico, senza incentivi di alcun tipo, si aggirano intorno ai 52 anni.

Tuttavia le soluzioni esistono. Ad esempio si guarda con interesse alle pompe di calore, sia geotermiche che “borehole“. L’unica perplessità che mi viene è che il vicino sottosuolo di Londra è già abbastanza affollato. Scavare un micropalo per una sonda geotermica sarebbe un’impresa. Con buona probabilità si finirebbe dritti dritti nel tunnel della metropolitana.

L’altra chiave di lettura è rappresentata dal “10%“. Tutti si sono accorti che non è possibile prima progettare l’edificio, e poi aggiungere il famoso 10% di rinnovabili come se fosse un retrofit. Gli impianti necessari a rientrare nella soglia sarebbero semplicemente mostruosi.

È necessario invece pensare subito ad un edificio che sia il più energeticamente efficiente possibile. Così, non sarà più necessario coprire il 10% di un fantastiliardo di megawattora, ma semplicemente di “qualche” megawattora. Ci attendiamo quindi nuovi edifici molto efficienti a Londra nel prossimo futuro.

Visto il successo dell’iniziativa londinese, anche le altre città si stanno adeguando. Oxford, Cambridge, Manchester, tutti i “local council” hanno già implementato, o stanno per implementare, una politica energetica di questo tipo sui nuovi edifici.

Buone notizie per le società di ingegneria.

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