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Quanti ingegneri ci vogliono per avvitare una lampadina a risparmio energetico? 14 Febbraio, 2007

Posted by ihomes in Efficienza energetica, Fotovoltaico.
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lampada-cfOgni volta che mi trovo a progettare un nuovo impianto di generazione, anche se alimentato da fonti rinnovabili, ho sempre il dubbio legittimo che “non consumare” sia una soluzione più efficiente che “generare altra energia e continuare come se niente fosse”. E mi torna in mente una sorta di “giochino” che il mio amico Nick Pine propone sempre ai suoi corsi.

Domanda: cosa costa meno, installare 1000 lampadine a risparmio energetico oppure costruire nuovi generatori fotovoltaici e continuare ad usare lampadine ad incandescenza?

Una lampada fluorescente compatta (CFL) da 11W sostituisce una lampada ad incandescenza da 60W.

Per alimentarne mille di queste, avrò bisogno di 11.000W di potenza, contro i 60.000W necessari per mille lampade a filamento. Cioè avrò bisogno di 49.000W in meno.

Supponiamo che le lampade fluorescenti costino 3€ l’una (un’esagerazione, ma tanto per dire).

Costo dell’operazione: 3.000€

Per contro, se continuassi ad usare lampade convenzionali a filamento, dovrei generare 49.000W in più. Tra l’altro, per avere la stessa luce, visto che le lampade a filamento convertono solo il 7% dell’energia in luce visibile, il resto è calore dissipato…

Considerando che un impianto fotovoltaico costa mediamente 5,50€/W, generare la potenza extra mi costerebbe

5,50 x 49.000 = 269.500€!

Ah, già, dimenticavo. Le lampadine a filamento costano 30 centesimi l’una. Quindi risparmio comunque “ben” 2.700€ sul costo delle lampade, no?

differenza di costo: (€3,00 – €0,30) x 1000 = €2.700

 Non proprio. A forza di scaldarsi, il filamento si brucia. Una lampada a filamento dura in media 1.000 ore, contro le 10.000 di una lampada fluorescente.

Quindi in realtà, nell’arco di 10.000 ore di funzionamento, dovrei sostituire le lampade a filamento 10 volte. Quindi

€0,30 x (1000 lampade) x (10 sostituzioni) = altri 3.000€ che se ne vanno.

Un bel risparmio, no? Generatori fotovoltaici e lampade ad incandescenza, un’accoppiata vincente. Già che ci siamo, aggiungiamoci anche un bello scaldabagno elettrico. Ah, sì, e un lampione fotovoltaico, naturalmente.

Il lampione fotovoltaico, interessante come andare in autostrada a marcia indietro 13 Febbraio, 2007

Posted by ihomes in Fotovoltaico.
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Non mi è mai piaciuto fare qualcosa per il verso giusto quando potevo farla tutta a culo indietro“… William Gibson, Neuromante (1984), tradotto all’impronta.

Mi spiegate perché mai uno dovrebbe esaltarsi vedendo un lampione fotovoltaico, cioè un qualcosa che genera energia di giorno (quando costa tanto) e se la conserva per consumarla di notte (quando costa poco)? Non sarebbe più efficiente (e più economicamente conveniente) generare energia di giorno, rivenderla subito, e ricomprarla di notte quando costa meno?

Insomma, basterebbe porre la questione a un qualsiasi scalper, o day-trader, insomma quelli che guadagnano sulle fluttuazione rapide di un titolo in borsa.

Eppure nelle fiere di settore si vedono ancora queste… cose (non fatemi trascendere), con tanto di venditore sorridente e pubblico che fa “aaah” e “oooh” appropriatamente.

Un perfetto esempio di culindietrismo, se mi passate il neologismo.

Conto Energia, da “Dolce Vita” a incubo in 18 mesi 8 Febbraio, 2007

Posted by ihomes in Fotovoltaico.
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Perplesso?

A settembre 2005 la rivista REFocus annunciava la grande opportunità offerta dal decreto sul Conto Energia in Italia. L’articolo, firmato da Riccardo Battisti (Univ. Roma La Sapienza), pur notando il limite troppo basso di potenza cumulativa, prevedeva un futuro luminoso per il fotovoltaico italiano.

Premendo il tasto “avanti veloce” sul telecomando, arriviamo a dicembre 2006. Un’altra importante rivista di settore, PHOTON International, a distanza di un anno e mezzo dipinge ben altro quadro.

Nell’articolo “Trying to Get It Right”, infatti, l’autore William P. Hirschman denuncia lo sfruttamento speculativo del Conto Energia, parlando esplicitamente di “mercato nero” ed “inciuci” di ogni tipo. In pratica, si dice senza troppi preamboli che l’accoglimento della domanda (gratuita) innescava un processo di “asta” per i megawatt…

Adesso restiamo in attesa. Speriamo che la terza volta (no, quarta, se contiamo i “10.000 tetti fotovoltaici”) finalmente sia quella buona. Chissà.